10 curiosità sul Pico da Neblina, in Amazzonia, Brasile
Amazzonia

10 curiosità sul Pico da Neblina, in Amazzonia, Brasile

21 luglio 2026

Scopri il monte più alto del Brasile, luogo sacro per gli Yanomami e nascosto nel cuore della foresta amazzonica

Il Pico da Neblina è la vetta più alta del Brasile e tocca quasi 3.000 metri sul livello del mare. Si nasconde nel nord-ovest dell'Amazzonia, dove supera la volta della foresta e resta quasi sempre avvolto nella nebbia.

Non è solo la montagna più alta del Brasile: si trova anche in una delle regioni più remote e meno esplorate del Sud America. Natura intatta, foresta fitta e sentieri impervi ne fanno una meta che mette insieme avventura, conservazione e profondità culturale.

Un escursionista guarda verso la cima avvolta nella nebbia del Pico da Neblina, la vetta più alta del Brasile
Photo: Lucas Miagostovich

PlanetaEXO, piattaforma di ecoturismo specializzata in tour nella foresta amazzonica in Brasile, ha messo insieme una guida completa con 10 curiosità sul Pico da Neblina, così arrivi preparato alla partenza. Scoprila qui sotto!

1. La montagna più alta del Brasile

2.995 metri esatti: è questa la quota che fa del Pico da Neblina il punto più alto del Brasile. Dalla cima lo sguardo corre su un tappeto verde di foresta che arriva fino all'orizzonte. Ti sei mai immaginato sopra le nuvole dell'Amazzonia? È la ricompensa di chi arriva in vetta.

La cima scura e rocciosa del Pico da Neblina che si alza sopra uno spesso strato di nuvole bianche nella foresta amazzonica.
Photo: Lucas Miagostovich

Nella classifica delle montagne del Brasile ci sono altre vette importanti, ma nessuna supera il Pico da Neblina. Il Pico 31 de Março (2.974 m), vicinissimo e sulla stessa catena, è il secondo; il Pico da Bandeira (2.892 m), tra gli stati di Espírito Santo e Minas Gerais, è il terzo. Il famoso Monte Roraima (2.734) occupa l'8° posto della classifica.

Il confronto dice quanto questo posto sia fuori dal comune e ricorda quanto siano vari i paesaggi del Brasile: pianure costiere, zone umide e montagne altissime nascoste nel folto della foresta.

2. Nel cuore della foresta

Il Parco Nazionale Pico da Neblina si trova all'estremo nord-ovest dello stato di Amazonas, proprio sul confine con il Venezuela, nel comune di São Gabriel da Cachoeira.

L'imponente montagna del Pico da Neblina vista attraverso la volta fitta e verdissima della foresta amazzonica.
@geoturismo_na_amazonia

Arrivarci è già un'avventura. Di solito si vola da Manaus a São Gabriel da Cachoeira, poi si prosegue in fuoristrada e in canoa lungo i fiumi Cauaburis e Maturacá fino al villaggio Yanomami di Maturacá, la porta d'ingresso del parco.

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3. Una montagna sacra per gli Yanomami

Per gli Yanomami il Pico da Neblina è un luogo sacro, dimora degli spiriti ancestrali e dei potenti Xapiripë. Nella loro cosmologia questi esseri spirituali danzano su specchi di luce per proteggere la foresta, sostenere la vita e impedire al cielo di crollare.

Una guida indigena yanomami con le tradizionali piume rosse stringe la mano a un escursionista nella foresta.

Gli Yanomami sono uno dei più grandi popoli indigeni del Sud America: oltre 30.000 persone tra Brasile e Venezuela. Sul lato brasiliano vivono in territori degli stati di Roraima e Amazonas, compresa l'area intorno al Parco Nazionale Pico da Neblina.

Per chi viaggia, la salita diventa così un percorso culturale e spirituale, che mette in luce i rischi dell'avidità e l'importanza di proteggere l'Amazzonia.

4. Il significato del nome

Che cosa significa «Pico da Neblina»? In portoghese vuol dire «picco della nebbia», un riferimento alla foschia che avvolge di continuo la cima. Il senso del nome però si allarga quando entra in gioco quello Yanomami: Yaripo.

Per gli Yanomami, Yaripo non è solo un luogo fisico ma un riferimento spirituale, il punto in cui cielo e terra si toccano. Questa doppia identità, il nome descrittivo in portoghese e il nome sacro indigeno, racconta l'incontro tra scienza e tradizione che definisce la montagna.

Dal riconoscimento ufficiale nel XX secolo il nome «Pico da Neblina» si è imposto ovunque, ma le voci indigene tengono vivo Yaripo nella memoria collettiva.

5. Il Pico da Neblina è rimasto chiuso per anni

Fino ai primi anni 2000 le spedizioni al Pico da Neblina erano frequenti, spesso organizzate da operatori privati senza partecipazione indigena né controlli ambientali. Per gli Yanomami quel flusso incontrollato di estranei dentro Yaripo, la loro montagna sacra, era motivo di profondo turbamento.

Nel 2003, con le tensioni cresciute intorno ai piani del governo per costruire infrastrutture turistiche, il parco è stato chiuso ufficialmente. Il turismo è rimasto sospeso per quasi 20 anni, il tempo di costruire poco a poco, tra dialogo e collaborazioni, un modello nuovo fondato sulla conservazione e sulla guida delle comunità indigene.

Veduta aerea di un fiume scuro che serpeggia nell'immensa foresta amazzonica, con il Pico da Neblina sullo sfondo

Un progetto pilota è partito nel 2019 e la riapertura prevista per il 2020 è slittata a causa della pandemia di COVID-19. Nel 2022 le visite sono riprese dentro un modello di etnoturismo guidato dagli Yanomami.

Oggi chi sale segue prima i rituali di purificazione con gli sciamani, e ogni esperienza, come laSpedizione al Pico da Neblina di PlanetaEXO, è progettata insieme alle associazioni indigene per garantire rispetto culturale e tutela dell'ambiente.

6. Il secondo parco nazionale più grande del Brasile

Oltre a custodire il punto più alto del Brasile, il Pico da Neblina è anche il secondo parco nazionale del Paese per estensione, con 22.200 km². Solo il Parco Nazionale del Jaú, anch'esso in Amazonas, è più grande.

Una veduta intensa del Pico da Neblina parzialmente coperto da nuvole basse e dense che si alzano sopra la volta della giungla.
@joaoclaudio2

Istituito nel 1979, il parco protegge montagne, fiumi e distese di foresta lungo il confine con il Venezuela. Così isolato, è tra i meno visitati e insieme tra i più intatti. Pensa a un parco più grande di molti Paesi europei (Grecia, Islanda, Ungheria, Portogallo e altri): la scala è quella.

Per chi lo visita, tutta questa superficie significa giorni di trekking attraverso ecosistemi diversi: foresta di pianura, foreste nebulose, vegetazione d'alta quota e cime nella nebbia.

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7. La scoperta e la prima salita

Il Pico da Neblina è stato individuato dai non indigeni solo negli anni Cinquanta, durante i rilevamenti aerei sull'Amazzonia. La conferma della quota di 2.994 metri è arrivata nel decennio successivo, nel 1965, con una spedizione dell'esercito brasiliano. Da quel momento la geografia nazionale è cambiata: fino ad allora il punto più alto del Paese era il Pico da Bandeira.

La sagoma di un esploratore inginocchiato accanto a una bandiera brasiliana che sventola sulla cima del Pico da Neblina all'alba.
@escoteirosdobrasil

L'isolamento della regione, l'assenza di infrastrutture e la difficoltà del terreno pesano moltissimo sul ritardo tra la scoperta e l'esplorazione ufficiale. A differenza di altre montagne già dotate di sentieri, qui è stato necessario aprire le vie dentro la foresta intatta.

Per gli Yanomami il Pico da Neblina (Yarapo) non è mai stato «scoperto». Lo conoscevano da sempre e lo veneravano come luogo sacro. L'idea di «prima salita» è quindi relativa: racconta il punto di vista dei näpe (i non indigeni).

Negli ultimi anni si è aggiunto un capitolo storico: Maria Yanomami è stata la prima donna indigena a salire su Yaripo, partecipando alle spedizioni di prova che hanno definito l'attuale percorso turistico ufficiale. Il suo traguardo racconta il ruolo crescente delle donne Yanomami nel guidare, organizzare e sostenere le spedizioni al Pico da Neblina.

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8. Non è una spedizione facile

Arrivare in cima al Pico da Neblina non è affatto semplice. Dal primo campo base alla vetta il percorso misura circa 35 chilometri distribuiti su più giorni di cammino, tra foresta fitta, salite ripide e tratti di terreno scivoloso.

Un gruppo di trekker affronta un pendio ripido, roccioso e bagnato, con piccole cascate, durante la spedizione.

Ci sono fiumi da guadare, umidità alta, cambi di tempo improvvisi e quote sopra i 2.000 metri che chiedono resistenza in più. Dal punto di partenza al giorno della vetta servono di solito 6 giorni di trekking: è uno dei percorsi più impegnativi del Brasile.

Per questo è consigliato solo a chi ha già esperienza di trekking impegnativi di più giorni e ama le avventure in luoghi selvaggi e remoti.

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9. Una catena montuosa antichissima

Secondo i geologi il Pico da Neblina si è formato circa 3 miliardi di anni fa ed è parte di alcune delle strutture geologiche più antiche del Sud America. Appartiene allo Scudo della Guiana, una vasta regione di rocce antiche che comprende anche il Monte Roraima.

L'enorme cima del Pico da Neblina che si alza sopra una distesa verde senza fine di alberi amazzonici sotto un cielo azzurro.
@mochilaodobem

Queste formazioni sono più antiche delle Ande e di molte altre catene famose. Riesci a immaginare rocce più antiche della stessa Pangea? È la storia che si nasconde sui versanti del Pico da Neblina!

Questa origine remota spiega i paesaggi aspri della montagna, le pareti ripide e il tempo che cambia di continuo.

10. Biodiversità e clima

Quota e posizione fanno del Pico da Neblina un incrocio raro tra biodiversità amazzonica e specie d'alta quota. Vicino alla cima crescono orchidee rare, foreste coperte di muschio e piante alpine.

Tra le piante spiccano la Drosera meristocaulis e l'Heliamphora ceracea, carnivore che crescono solo sui versanti del Neblina.

Tra gli animali ci sono tapiri, armadilli giganti e centinaia di specie di uccelli. La regione è anche un serbatoio di endemismi che non esistono altrove: anfibi come la Stefania neblinae e la Neblinaphryne mayeri vivono solo qui, insieme all'uakari del Neblina (Cacajao hosomi) e all'Architis neblina, un ragno registrato ufficialmente nel 2008.

Trovandosi a ridosso della foresta amazzonica, la regione riceve molta pioggia. Per chi cammina è una complicazione in più, per la vegetazione è il motivo per cui cresce forte e rigogliosa.

Il tempo sul Pico da Neblina è imprevedibile, e conviene tenerne conto. In basso fa caldo e umido, salendo diventa freddo e nebbioso. Anche l'escursione termica è forte: si passa dai 20°C del giorno agli 0°C della notte.

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Alla scoperta del Pico da Neblina con PlanetaEXO

Il Pico da Neblina non è un trekking come gli altri, è un viaggio che ti cambia: ogni passo sostiene gli Yanomami e aiuta a proteggere una delle ultime frontiere selvagge dell'Amazzonia.

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