In Brasile viaggiare da sola è più semplice: l’ecoturismo punta su pianificazione e reti di supporto
Mese delle Donne

In Brasile viaggiare da sola è più semplice: l’ecoturismo punta su pianificazione e reti di supporto

6 marzo 2026

Dal Roraima al Jalapão, sei viaggiatrici dal Brasile e dal resto del mondo raccontano come esplorare la natura da sola possa cambiare una vita.

«La sensazione può spaventare un po’, ma è liberatoria. Mi conosco meglio perché mi sono permessa di incontrare altre persone», racconta Mariana Sampaio, 26 anni, ingegnera elettrica della Bahia, partita da sola per la Chapada Diamantina e l’Amazzonia. La paura iniziale c’era, ma affrontarla è stato proprio ciò che ha trasformato il viaggio in un traguardo personale.

Donna sorridente con la maglia viola, appoggiata alle radici spesse e contorte di un albero gigantesco in mezzo a una foresta verde e rigogliosa.

Per molte donne l’idea di viaggiare da sola porta con sé due timori: la solitudine e la sicurezza. Dentro l’ecoturismo brasiliano, però, si sta affermando un movimento che dimostra il contrario: con una buona pianificazione, itinerari scelti con cura e il sostegno di professionisti qualificati, un viaggio in solitaria al femminile può diventare un’esperienza strutturata e accogliente.

Per il Mese della Donna, PlanetaEXO, piattaforma di ecoturismo specializzata in viaggi di avventura in Brasile, ha raccolto le storie di sei viaggiatrici, brasiliane e straniere, che hanno scelto di esplorare la natura del Brasile da sole. Le trovi qui sotto.

Viaggiare da sola non vuol dire restare sola

Uno dei luoghi comuni sul viaggiare da sola è la solitudine. Nella pratica molte donne raccontano l’opposto: dicono di essersi aperte di più agli incontri.

Quando l’ecologa neozelandese Olivia Bird, 24 anni, ha deciso di salire sul Monte Roraima, temeva di essere l’unica straniera del gruppo. Il timore è svanito in fretta: l’hanno accolta viaggiatrici brasiliane che erano lì da sole e ha conosciuto le donne indigene che lavoravano alla spedizione. «Ci sono altre donne che fanno la stessa cosa. Non c’è bisogno di sentirsi sola», dice.

Non è solo il suo caso: le viaggiatrici raccontano come il trekking, il campeggio e l’incontro con le culture nel cuore del Roraima creino legami tra chi visita, le guide e le comunità locali.

La viaggiatrice solitaria Olivia Bird in piedi tra antiche formazioni rocciose durante il suo trekking sul Monte Roraima, in Brasile.

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Per chi teme per la sicurezza, la differenza la fa la struttura

La preoccupazione per la sicurezza in Brasile è reale, ma nelle destinazioni di natura la realtà sorprende. La biologa tedesca Kristina Wagner, 44 anni, ha messo a punto un piano completo prima di esplorare l’Amazzonia e il Pantanal.

«Mi sono sentita al sicuro tutto il tempo. Le persone cercavano sempre di aiutarmi», racconta. E sottolinea che la tranquillità è arrivata dalla scelta di viaggiare con operatori esperti e guide locali che conoscono i percorsi, i protocolli e le dinamiche del territorio.

Lo conferma anche Samantha Sage, 34 anni, statunitense, che ha visitato il Jalapão e l’Amazzonia. «Le guide possono fare la fortuna o la rovina di un viaggio, e le mie hanno fatto tutta la differenza. E poi viaggiare da sola mi ha aiutata ad avere ancora più fiducia nella mia personalità.»

Donna che galleggia sulla schiena con le braccia aperte in acque cristalline azzurro chiaro, circondata da alberi tropicali e vegetazione verde e fitta.

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La natura come pausa meritata, senza limiti di età

Per Andreia Yamasaki, 35 anni, responsabile marketing di São Paulo, immergersi nella natura è una necessità: cura di sé e salute mentale, in mezzo allo stress della routine quotidiana. «È una boccata d’aria fresca, e non mi privo di andare dove voglio solo perché non ho compagnia», afferma.

Donna sorridente seduta a gambe incrociate su una roccia, con le braccia aperte, davanti a una valle verde e a un'imponente montagna dalla cima piatta sullo sfondo.

Questa ricerca non ha limiti di età. La psicoterapeuta olandese Katharina Bongaertz, 60 anni, è la viaggiatrice più assidua di PlanetaEXO. Dopo aver cresciuto i figli e costruito una carriera di successo, ha trovato in Brasile un nuovo capitolo per la sua passione per i viaggi. Insieme agli Yanomami ha salito il Pico da Neblina, la vetta più alta del Paese. «È importante mettersi alla prova, trovare nuovi confini a tutti i livelli e superarli.»

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I consigli di chi ha già viaggiato da sola

  1. «La regola dei 10 minuti» (Andreia): quando arriva un imprevisto, concediti 10 minuti per lamentarti. Poi vai avanti, tenendo a mente che l’imprevisto fa parte dell’esperienza.
  2. Vai avanti anche se hai paura (Mariana): la paura è naturale, ma non può prendere il comando. Quello che conta è saper distinguere la paura reale dalla paralisi mentale.
  3. Dai la priorità alla struttura e alle guide locali (Kristina e Olivia): scegliere operatori impegnati nel turismo responsabile aumenta la sicurezza e rafforza l’economia locale. Affidati a professionisti qualificati.
  4. Lascia spazio all’improvvisazione (Samantha): l’imprevisto fa parte dell’esperienza e spesso diventa la storia migliore da raccontare. Pianificare è importante, ma non deve diventare un ostacolo a vivere qualcosa di straordinario.

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Viaggiare da sola con PlanetaEXO

Le donne che viaggiano sole pensano solo a godersi ogni secondo della vacanza quando esplorano la natura con PlanetaEXO, piattaforma di ecoturismo specializzata in viaggi di avventura in Brasile.

Lavoriamo con i migliori operatori locali nelle diverse destinazioni brasiliane e teniamo conto delle preferenze e delle esigenze di chi viaggia per garantire sicurezza, comfort ed esperienze autentiche. Scrivici subito!