Giornata della Protezione delle Foreste: 7 guardiani dell’Amazzonia
Amazzonia

Giornata della Protezione delle Foreste: 7 guardiani dell’Amazzonia

17 luglio 2025

Per celebrare la ricorrenza, conosci più da vicino chi lavora ogni giorno per preservare l’Amazzonia, il più grande rifugio di biodiversità del pianeta.

Ti sei mai fermato a pensare al ruolo vitale che le foreste hanno nell’equilibrio del nostro pianeta? Come grandi polmoni verdi regolano il clima, producono ossigeno e sostengono la vita di milioni di specie, compresa la nostra. Ma se sono così essenziali, perché non sono ancora al centro delle priorità globali?

In Brasile la Giornata della Protezione delle Foreste, che si celebra il 17 luglio, ricorda l’urgenza di preservare questo patrimonio naturale: dopotutto, proteggere le foreste significa proteggere il futuro. La data rende omaggio al Curupira, il guardiano delle foreste nel folklore brasiliano, e richiama l’attenzione sulla grandezza della Foresta Amazzonica, che ospita circa il 20 per cento della fauna mondiale, più di 50.000 specie di piante e diverse comunità tradizionali che vivono in equilibrio con la foresta.

Giornata della Protezione delle Foreste

Ma chi sono i veri guardiani di questo territorio? Quali storie ci sono dietro la difesa della più grande foresta pluviale del mondo? In questo articolo conoscerai alcuni dei leader in prima linea nella lotta per l’Amazzonia. Scopri chi sono i Guardiani della Foresta Amazzonica e come il turismo di base comunitaria può tenere viva questa missione:

Roberto Brito

Da taglialegna a leader della comunità rivierasca di Tumbira

Un tempo, quando Roberto guardava un albero, la prima cosa che gli veniva in mente era il prezzo a cui poteva venderne il legno sul mercato. Ogni albero portava un’etichetta con numeri diversi. Oggi lo scenario è diverso: l’albero, i fiumi, gli animali fanno parte di un ambiente di cui anche lui è parte viva e attiva.

A 50 anni Roberto Brito è uno dei leader della comunità di Tumbira, nella Riserva di Sviluppo Sostenibile (RDS) del Rio Negro, in Amazonas. Gestisce alloggi che accolgono chi cerca esperienze autentiche in Amazzonia e guida altre attività turistiche della comunità.

«Prima vedevo un prezzo sugli alberi, su tutto. Ora capisco il significato del valore, il valore che la foresta ha nella mia vita», ha raccontato a PlanetaEXO. Roberto ha organizzato la comunità in modo che tutti partecipino agli itinerari, dalla produzione artigianale alla cucina fino alla guida sui sentieri. Insiste su un punto: il turismo di base comunitaria non deve avere senso solo per chi ci vive, è una priorità di tutti. Del resto chi abita lungo il fiume non è soltanto un ospite che accoglie, ma è parte della stessa natura che vogliamo proteggere.

Guardiani della Foresta Amazzonica: Roberto Brito
Photo: Felipe Beltrame

Nilde Silva

Alla guida di un ecolodge nel cuore della foresta

Nilde Silva è nata e cresciuta lungo il fiume ad Acajatuba, in Amazzonia, ed è la fondatrice del Caboclos House Ecolodge, una struttura sostenibile costruita con materiali della foresta e gestita da chi vive sul posto. Alla guida dell’impresa propone esperienze immersive che collegano chi viaggia alla cultura, alla gastronomia e alla vita quotidiana delle comunità rivierasche, in modo responsabile.

Riconosciuta per il suo ruolo di guida, Nilde ha vinto la tradizionale Prova da Farinha nel 2021 ed è stata premiata dal Sebrae come imprenditrice. L’ecoturismo è stato decisivo per conquistare l’indipendenza e, soprattutto, per dimostrare che nella foresta si può fare impresa con identità e rispetto. Per il suo lavoro Nilde è un esempio di leadership femminile e un riferimento per altre donne amazzoniche, in particolare per la sua battaglia a favore della tutela ambientale dell’Amazzonia.

Juma Xipaya

Prima donna capo villaggio tra i popoli del medio Xingu

Spesso, quando pensiamo a un capo villaggio, la prima immagine che associamo al nome è maschile, per anni di tradizione nell’immaginario collettivo. Juma Xipaia ha cambiato le cose. Leader indigena del popolo Xipaya, è stata la prima donna a diventare capo del suo villaggio, nel Pará. Ha ottenuto visibilità internazionale denunciando pubblicamente la presenza di estrazione mineraria illegale nel suo territorio ed è diventata una delle principali voci indigene in difesa dell’Amazzonia.

La leader è anche coordinatrice dell’Istituto Juma Xipaia e comunicatrice, e partecipa a eventi in Brasile e nel mondo come donna indigena e guardiana dello Xingu. Ha presentato di recente il documentario «Yanuni», del regista Richard Ladkani, in collaborazione con l’attore Leonardo DiCaprio. La produzione racconta la storia dei Juma e la loro lotta contro l’estrazione mineraria illegale. Per Xipaya proteggere il territorio significa preservare la propria cultura, la propria storia e il proprio futuro.

@tribeca

Txai Suruí

Radici amazzoniche, resistenza e leadership globale

Txai Suruí è cresciuta in mezzo alla foresta, tra i canti, i rituali e gli insegnamenti del popolo Paiter Suruí, nella Terra Indigena Sete de Setembro, in Rondônia. Figlia di Almir Suruí, leader indigeno riconosciuto, porta con sé fin da piccola l’eredità della lotta e del legame con la natura. Con la sua presenza pacata e la parola ferma, Txai si è imposta come una delle voci principali della gioventù indigena brasiliana. Il suo lavoro va oltre i confini del villaggio e unisce tradizione, spiritualità e mobilitazione politica.

Attivista ambientale e difensora dei diritti dei popoli indigeni, Txai è diventata la donna indigena brasiliana più conosciuta al mondo dopo il discorso all’apertura della COP26 di Glasgow. Era l’unica brasiliana sul palco e da lì ha denunciato la violenza contro i popoli della foresta e l’avanzata della deforestazione in Amazzonia.

In Rondônia lavora a iniziative di protezione del territorio e al rafforzamento dei giovani leader. In questo modo Txai rappresenta una generazione che resiste con saggezza e allo stesso tempo dialoga con il mondo senza perdere le proprie radici.

Giornata della Protezione delle Foreste: Txai Suruí
@levitapuia

Izolena Garrido

Trasformazione e tutela attraverso l’arte

Insegnante, Izolena Garrido ha fondato un laboratorio nella comunità di Tumbira perché credeva nella forza dell’arte e dei saperi tradizionali come leva di trasformazione. In casa sua ha creato uno spazio dove produce bio-gioielli e artigianato con semi e pigmenti naturali, accogliendo ragazze e ragazzi in situazioni di fragilità. Per lei proteggere la propria gente è anche proteggere la foresta.

Lì la natura dialoga e ogni fatto è collegato agli altri, dalla pioggia che cade a chi passa dal laboratorio e scopre il lavoro di Izolena. «Tutto è un ciclo. Perché noi possiamo avere i semi che usiamo nell’artigianato servono la pioggia, l’acqua del fiume, la terra. Se una cosa si ferma, non succede. Dobbiamo tenerlo in movimento», spiega.

Oggi Izolena è una delle leader della comunità e un riferimento per le iniziative che uniscono arte, educazione e tutela nel contesto rivierasco. I suoi pezzi sono già stati esposti alla São Paulo Fashion Week, la più grande settimana della moda del Brasile, e il progetto riceve il sostegno di marchi come Louis Vuitton. Per Izolena l’arte può curare i traumi, rafforzare l’autostima e il legame con il territorio.

José Pancrácio

Capo della comunità di Nova Esperança

José Pancrácio è il capo della comunità indigena di Nova Esperança, nella Riserva di Sviluppo Sostenibile (RDS) Puranga Conquista, in Amazonas, ed è uno dei principali leader del popolo Baré. È in prima linea in azioni che uniscono protezione ambientale, turismo di base comunitaria ed educazione. Sotto la sua guida la comunità porta avanti progetti come il rilascio dei piccoli di tartaruga amazzonica, che rafforzano l’impegno collettivo per la tutela dell’ambiente.

Fin da giovane José ha capito che non c’era altro modo di cambiare le cose e mantenere l’eredità culturale del suo popolo se non attraverso l’educazione dei bambini. Tra i risultati più simbolici c’è la costruzione della scuola della comunità, resa possibile con i fondi raccolti grazie all’ecoturismo. Il reddito generato dalle visite è stato decisivo per garantire la struttura dell’edificio, con aule e materiali di base.

Per Pancrácio l’ecoturismo migliora direttamente la vita di chi si prende cura della foresta ogni giorno. Soprattutto, spiega l’importanza dello scambio culturale: quando i turisti arrivano nella comunità, è sempre un grande piacere mostrare loro la storia e le tradizioni del popolo Baré.

Capo della comunità indigena di Nova Esperança: Cacife José Pancrácio
Photo: Isadora Sá

Daniel Gutierrez Govino

Una brigata forestale per proteggere la foresta

Daniel Gutierrez Govino è il fondatore della Brigata Forestale Comunitaria di Alter do Chão, nel Pará. Dal 2017 mobilita chi vive sul posto per prevenire e combattere gli incendi forestali, con il supporto dei vigili del fuoco, della Protezione Civile e di partner come il World Wide Fund for Nature (WWF). La brigata lavora con tecniche miste, droni e comunicazione in rete, ed è un riferimento nell’azione comunitaria contro gli incendi in Amazzonia.

Oltre alla risposta alle emergenze, Daniel si impegna nella formazione dei pompieri e nell’educazione ambientale come strade per rafforzare il protagonismo locale. Per lui proteggere la foresta parte da chi ci vive. Anche per questo il suo lavoro ha ottenuto visibilità internazionale, con la partecipazione alla COP26 e il sostegno di organizzazioni per i diritti umani e per l’ambiente.

Come possiamo aiutare a proteggere la foresta?

In PlanetaEXO crediamo che ogni viaggio possa generare un impatto positivo e preservare l’ambiente in cui viviamo. La nostra missione è metterti in contatto con esperienze autentiche e sostenibili, promuovendo l’ecoturismo di base comunitaria in Amazzonia e in altre destinazioni naturali del Brasile. Abbiamo selezionato avventure che rispettano l’ambiente e danno forza a chi vive in queste regioni, guardiani della Foresta Amazzonica compresi.

Un altro modo di sostenere questa causa sono i progetti di conservazione in Amazzonia, promossi da organizzazioni come l’Instituto Socioambiental (ISA) e la Fundação Amazônia Sustentável (FAS). Entrambe lavorano da decenni per proteggere la foresta e i popoli tradizionali e ricevono donazioni per continuare questo lavoro essenziale. L’Amazzonia sostiene il clima, ospita milioni di vite e custodisce la storia dei popoli indigeni: difenderla è un impegno collettivo.

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