Giaguaro con radiocollare che attraversa un prato aperto, con un veicolo da safari sfocato sullo sfondo
Pantanal

10 curiosità su Onçafari, il progetto brasiliano che protegge il giaguaro

23 settembre 2026

Il fondatore, il metodo pionieristico, i risultati con giaguari e lupi dalla criniera, e come vedere e sostenere il lavoro di Onçafari in Brasile

Onçafari è un’organizzazione non profit brasiliana che protegge giaguari, lupi dalla criniera e gli ambienti in cui vivono. È nata nel 2011 in una fazenda del Pantanal dove i giaguari si vedevano appena qualche volta l’anno, e oggi gestisce 20 basi di conservazione in 4 biomi brasiliani.

Il suo modello arriva dall’Africa: se i viaggiatori pagano per vedere gli animali selvatici, chi vive sul posto ha un motivo per proteggerli. È un’idea che ha portato il fondatore, un ex pilota automobilistico, fino al palco di Davos. Vuoi capire come funziona questo approccio alla tutela della fauna in Brasile?

La squadra di Onçafari attorno a una Land Rover Defender con un giaguaro giallo dipinto sulla fiancata

PlanetaEXO, piattaforma di ecoturismo specializzata in tour nel Pantanal, ha selezionato per te 10 curiosità su Onçafari. Scoprile qui sotto!

1. Il fondatore è un ex pilota automobilistico

Prima dei giaguari, nella vita di Mario Haberfeld c’erano le corse. Campione britannico di Formula 3 nel 1998, ha poi fatto il collaudatore in Formula 1 per McLaren, Stewart e Jordan. Ha corso in Formula 3000 fino al 2002 e nel 2003 è passato alla Champ Car.

Poi è arrivata la svolta verso la natura. Ad agosto 2011 Haberfeld ha lanciato Onçafari al Caiman Ecological Refuge, fazenda e lodge di 53.000 ettari vicino a Miranda, nel Pantanal sud. Il nome unisce onça (giaguaro in portoghese) e safari.

I primi traguardi non si sono fatti attendere: a ottobre 2011 il team ha messo il primo collare GPS a una femmina di giaguaro, Chuva, e a maggio 2013 ha trovato la prima tana, con i 3 cuccioli di una femmina chiamata Esperança. Ad aprile 2018 il Caiman aveva già registrato il suo centesimo giaguaro.

La monoposto rossa e gialla di Mario Haberfeld in curva in pista

2. Onçafari opera in 4 dei 6 biomi del Brasile

Dal Pantanal il progetto si è allargato: Foresta Atlantica nel 2016, Amazzonia nel 2017, Cerrado nel 2018. La base nel Cerrado è la Pousada Trijunção, proprio nel punto in cui si incontrano gli stati di Bahia, Goiás e Minas Gerais.

La missione è conservare la biodiversità del Brasile proteggendo le aree naturali e sostenendo le comunità locali. In concreto significa creare grandi corridoi ecologici che ricollegano habitat frammentati, coordinati da 20 basi di conservazione: lo ha spiegato Haberfeld nel discorso tenuto a Davos nel 2026 (ne parliamo nella curiosità n. 9!).

E non si ferma ai confini. Con l’iniziativa Jaguar Rivers collabora con organizzazioni di Argentina, Paraguay e Bolivia, mentre in Brasile ha in programma di arrivare in altri 2 biomi: la Pampa e la Caatinga.

3. L’abituazione degli animali in Brasile

Haberfeld ha preso il metodo dal Sudafrica. A Londolozi una proprietaria terriera ha seguito una femmina di leopardo per 3 anni, finché l’animale non si è abituato alle auto. I suoi cuccioli hanno ereditato quella tranquillità, e la riserva è diventata uno dei luoghi di riferimento per avvistare leopardi ogni giorno.

Onçafari ha portato in Brasile questa tecnica, chiamata abituazione, con un progetto pilota nel Pantanal, e l’ha sviluppata insieme al CENAP/ICMBio, il centro federale di ricerca sui carnivori. L’obiettivo? Far capire ai giaguari che i veicoli del safari non sono una minaccia, così continuano la loro vita sotto gli occhi di tutti.

Serve moltissima pazienza. Secondo National Geographic Brasil, all’inizio i ricercatori restavano a oltre 200 metri di distanza, e un biologo ha impiegato 9 mesi per avvicinarsi in sicurezza fino a 12 metri. Il vantaggio è che il lavoro dura nel tempo: le madri trasmettono l’abituazione ai loro cuccioli.

Abituazione non vuol dire addomesticamento. Gli animali restano completamente selvatici e liberi, non ricevono cibo né ricompense dalle persone e semplicemente smettono di reagire alle auto. Ad agosto 2018 Onçafari ha iniziato a usare lo stesso metodo con il lupo dalla criniera, alla Pousada Trijunção.

Giaguaro dagli occhi chiari che osserva dalla vegetazione fitta

4. L’ecoturismo finanzia il lavoro di conservazione

Per Onçafari l’ecoturismo è la colonna portante, un modello di turismo sostenibile in Brasile che si regge su un’idea semplice: un giaguaro che i viaggiatori possono vedere vale molto di più da vivo del bestiame che potrebbe predare. Così anche gli allevatori hanno un motivo per proteggerlo.

Secondo il progetto, in un periodo di 2 anni il 100% degli ospiti del Caiman ha visto almeno un giaguaro, e dal 2011 l’occupazione del lodge è cresciuta del 580%. Uno studio del 2017 ha stimato che il turismo legato al giaguaro nel Pantanal nord genera 6,8 milioni di dollari USA l’anno, contro circa 121.500 dollari USA di perdite di bestiame.

Quel reddito crea posti di lavoro e nuove professioni. Alcuni lavoratori delle tenute, che un tempo consideravano il giaguaro un animale nocivo, oggi fanno le guide: un esempio chiaro di come l’ecoturismo in Brasile possa trasformare un predatore minacciato in una risorsa per il territorio.

Veicolo da safari con livrea maculata e fotografi a bordo mentre un giaguaro con radiocollare cammina nell’erba alta

👉 Leggi anche: 3 modi in cui l’ecoturismo nel Pantanal protegge la fauna selvatica

5. Puoi partecipare ai safari di Onçafari al Caiman e alla Pousada Trijunção

Sono solo 2 i lodge in cui il team di Onçafari guida direttamente i safari: il Caiman Ecological Refuge, nel Pantanal, e la Pousada Trijunção, nel Cerrado. PlanetaEXO propone viaggi in entrambi, con pensione completa e attività guidate di osservazione della fauna nelle stesse aree in cui lavorano i ricercatori del progetto.

Il Safari di lusso nel Pantanal al Caiman Ecological Refuge dura 4 giorni e 3 notti e parte da Campo Grande, a 236 km, con transfer privato. Le uscite in fuoristrada partono di primo mattino e nel tardo pomeriggio, e puoi aggiungere un safari con il team di Onçafari come extra facoltativo. Il periodo migliore va da maggio a ottobre, nella stagione secca.

Il viaggio Pousada Trijunção: tour nel Cerrado brasiliano dura 5 giorni e 4 notti, e qui Onçafari fa parte dell’itinerario. Il terzo giorno esci prima dell’alba con il team del progetto a cercare lupi dalla criniera, poi visiti il Parco Nazionale Grande Sertão Veredas (230.000 ettari). Come con qualsiasi animale selvatico, gli avvistamenti non sono garantiti, ma hai ottime probabilità.

6. Oltre all’ecoturismo, Onçafari lavora su altri 7 fronti

Degli 8 fronti di Onçafari, l’ecoturismo è solo uno. Gli altri 7 coprono ciascuno un aspetto diverso della conservazione:

La squadra di Onçafari applica un radiocollare GPS a un giaguaro sedato sul campo
  • Scienza: con collari GPS/VHF a sgancio automatico e fototrappole, finora i ricercatori hanno applicato 50 collari e campionato 32 giaguari.
  • Educazione: incontri per comunità, aziende e scuole, oltre al supporto sul campo per il documentario della BBC Jaguars: Brazil’s Super Cats, narrato da David Attenborough.
  • Reintroduzione: 3 centri di riabilitazione con 7 recinti, in Amazzonia e nel Pantanal.
  • Sociale: laboratori di artigianato, orti agroecologici e attività con circa 100 persone del popolo Boe Bororo, nella Terra Indigena Perigara.
  • Foreste: 4 aree protette per oltre 66.000 ettari, create su terreni ceduti da donatori.
  • Prevenzione degli incendi: attrezzature e formazione per le brigate antincendio, oltre al secondo piano di gestione integrata del fuoco su terreni privati in Brasile.
  • Politiche pubbliche: leggi ambientali più forti, tra cui un rifugio che protegge 200 km del fiume São Benedito, e la campagna contro il traffico di animali Sou Amigo da Fauna.

7. Giaguaro e lupo dalla criniera: le specie al centro del lavoro di Onçafari

Giaguaro

Terzo felino più grande al mondo dopo tigre e leone, il giaguaro (Panthera onca) è il più grande delle Americhe. Secondo Onçafari, il Brasile ospita circa il 50% dei giaguari rimasti, e il Pantanal registra le densità più alte del pianeta.

Lo stato di conservazione del giaguaro cambia molto se passi dal quadro globale a quello locale. Per la IUCN la specie è quasi minacciata, per il Brasile è vulnerabile. In alcune regioni, però, parlare di giaguaro in via di estinzione non è un’esagerazione: nella Caatinga e nella Foresta Atlantica ne restano meno di 300, e nella Pampa non c’è più dal 1952.

Dal 2011 Onçafari ha identificato oltre 300 giaguari e registrato più di 3.400 avvistamenti. Solo al Caiman si è passati dal 50° giaguaro censito nel 2016 al 150° nel 2020.

👉 Leggi anche: Qual è il posto migliore per vedere il giaguaro del Pantanal?

Lupo dalla criniera

Il lupo dalla criniera (Chrysocyon brachyurus) è il canide selvatico più grande del Sud America: è alto circa 90 cm al garrese e arriva a 36 kg. Si nutre in gran parte di lobeira (la “mela del lupo”) e ne sparge i semi in tutto il Cerrado. Ne restano circa 17.000 adulti, oltre il 90% dei quali in Brasile.

A Trijunção Onçafari ha messo il primo collare a un lupo dalla criniera a dicembre 2018, e nel 2019 ha trovato la prima tana. Insieme al Ministero dell’Ambiente brasiliano lavora anche per evitare che i lupi muoiano annegati nei canali di irrigazione.

Primo piano di un lupo dalla criniera, orecchie grandi e manto rossiccio, sullo sfondo di erba secca

Altre specie

Onçafari monitora anche altri 32 mammiferi, tra cui puma, ocelot, tapiro, lontra gigante, formichiere gigante e cervo delle paludi.

Nel 2018 il team ha documentato Una, il primo giaguaro nero identificato nei dintorni di Trijunção. Nel 2026, insieme a Embrapa Pantanal, è toccato al cervo delle paludi melanico.

👉 Leggi anche: 15 animali del Pantanal e la sua fauna selvatica

8. Onçafari ha stabilito un primato mondiale nella reintroduzione del giaguaro

Il risultato più noto di Onçafari è cominciato con 2 orfane. Le sorelle Isa e Fera, salvate nel 2014 e liberate nel Pantanal nel 2016, sono diventate i primi giaguari al mondo reintrodotti con successo in natura. Nel 2018 Isa ha dato alla luce Aurora, la prima cucciola nata da un giaguaro reintrodotto.

Da lì il programma di reintroduzione del giaguaro ha continuato a crescere. Nel 2019 le sorelle Pandora e Vivara sono state liberate in Amazzonia, e Jatobazinho, un maschio curato nel centro del progetto, è stato trasferito in Argentina. Lì è diventato padre dei primi cuccioli di giaguaro nati in natura nel Parco Nazionale Iberá in 70 anni.

Un altro successo porta il nome di Esperança, una delle prime femmine seguite dal team: nel 2018 ha visto nascere la sua pronipote Shiva. La prova che l’abituazione si tramanda di generazione in generazione.

Impronta di zampa di giaguaro nella sabbia, larga quanto la mano aperta posata accanto

9. Il fondatore di Onçafari è stato nominato Innovatore sociale dell’anno a Davos

Il 20 gennaio 2026, alla riunione annuale del World Economic Forum di Davos, in Svizzera, Mario Haberfeld è stato nominato Innovatore sociale dell’anno. Era uno dei 21 leader mondiali premiati dalla Schwab Foundation for Social Entrepreneurship.

Nel suo discorso Haberfeld ha ricordato che 5 dei 10 rischi globali indicati nell’ultimo rapporto del Forum sono ambientali. Pochi mesi prima aveva vinto in Brasile il Prêmio Empreendedor Social 2025, promosso dalla Folha de S. Paulo insieme alla Schwab Foundation.

Non era il primo riconoscimento. A giugno 2025, a Londra, Haberfeld aveva ricevuto il premio Unsung Hero della Latin American Travel Association (LATA).

Nel 2026 Onçafari ha festeggiato 15 anni con un messaggio che racchiude il senso del suo lavoro: dove ci sono giaguari, la vita è in equilibrio.

10. Puoi adottare un giaguaro o un lupo dalla criniera

Uno dei modi più diretti per sostenere Onçafari è adottare un animale. Adotta un giaguaro o un lupo dalla criniera: per 1 anno potrai seguirne la vita in natura e, intanto, finanzierai la ricerca e la protezione che ci stanno dietro.

Un’altra opzione è Amigo da Onça, un contributo mensile a partire da R$ 20. Inoltre, ogni acquisto nel negozio online ufficiale finanzia direttamente il progetto. Puoi anche donare tramite Pix, ricordare il progetto nel tuo testamento o chiedere agli amici di fare una donazione al posto di un regalo.

Se vivi fuori dal Brasile, c’è Onçafari International: accetta donazioni una tantum o ricorrenti e ha un suo programma Adopt a Jaguar.

Anche viaggiare è un modo per aiutare: ogni ospite del Caiman o della Pousada Trijunção contribuisce a finanziare questo modello.

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Giaguaro disteso su un ramo grosso, la testa sulle zampe, che guarda l’obiettivo

Visitare i progetti di Onçafari con PlanetaEXO

Ora che sai come Onçafari ha trasformato giaguari e lupi dalla criniera in buoni motivi per proteggere il territorio, è il momento di vederli con i tuoi occhi, in natura!

PlanetaEXO è una piattaforma di ecoturismo specializzata in safari e fauna selvatica in Brasile. Lavoriamo con i migliori operatori locali e il nostro team ti aiuta a creare un’esperienza su misura, senza lo stress dell’organizzazione. Contattaci ora!