Mentre la deforestazione minaccia l’Amazzonia, l’ecoturismo in Amazzonia si afferma come una delle risposte possibili, con startup come PlanetaEXO che lavorano al fianco della conservazione e delle comunità locali.
La Foresta Amazzonica, spesso chiamata «polmone della Terra», sta affrontando una delle sfide più critiche degli ultimi decenni. I tassi di deforestazione sono saliti moltissimo: ogni anno vengono disboscati oltre 10.000 chilometri quadrati di foresta, per il taglio illegale di legname, l’attività mineraria e la conversione dei terreni in agricoltura. A questo si aggiungono incendi da record e siccità persistenti, con oltre 50.000 focolai attivi in tutto il Brasile.
Il turismo sostenibile verso la Foresta Amazzonica sta emergendo come strategia concreta per contrastare questa crisi ambientale e allo stesso tempo sostenere le comunità locali.

PlanetaEXO, startup dedicata ai viaggi a basso impatto, lavora a stretto contatto con queste comunità per proporre tour in Amazzonia in Brasile che mettono al primo posto sia la conservazione dell’ambiente sia l’autonomia delle comunità. «Abbiamo visto con i nostri occhi come gli ecolodge e i tour guidati dalla gente del posto spostino l’attenzione lontano dalle pratiche distruttive», dice Lucas Ribeiro, fondatore di PlanetaEXO.
«Mettendo in contatto chi viaggia con esperienze autentiche che portano un beneficio alle comunità locali, promuoviamo un modello di turismo che sostiene le persone e il pianeta», aggiunge.

Secondo un rapporto del World Wildlife Fund (WWF), l’ecoturismo in Amazzonia può ridurre la deforestazione offrendo una fonte di reddito alternativa alle industrie che sfruttano la foresta.
Il WWF sostiene che il turismo responsabile può contribuire a mantenere oltre il 50% della biodiversità della foresta e allo stesso tempo affrontare le sfide del clima, proteggendo ampie superfici dal disboscamento.
Comunità locali più forti grazie al turismo sostenibile
I benefici del turismo sostenibile non si fermano alla tutela dell’ambiente. L’ecoturismo crea anche opportunità economiche per le comunità locali, molte delle quali indigene, che da sempre custodiscono l’Amazzonia.
Un esempio forte di questa trasformazione, raccontato da Projeto Draft, è la storia di Roberto Brito Mendonça, di Iranduba, nello stato di Amazonas. Come suo padre e suo nonno, Roberto era un taglialegna e viveva della foresta. Nel 2008 la sua terra è entrata a far parte della Riserva di Sviluppo Sostenibile del Rio Negro e il suo lavoro è finito a rischio. Davanti all’incertezza, Roberto è passato al turismo e nel 2012 ha aperto la Pousada do Garrido, una delle 24 attività turistiche della zona.

«L’accesso all’istruzione e alla tecnologia è fondamentale per la sostenibilità», dice Roberto. «Se tutti avessero questa possibilità, potremmo tracciare una rotta nuova per la foresta. L’Amazzonia che vogliamo è piena di vita e, quando dico vita, intendo soprattutto le vite umane che ne fanno parte».
La sua storia mostra come il turismo sostenibile possa offrire un’alternativa alle industrie estrattive e permettere alle comunità locali di conservare sia la natura sia il proprio modo di vivere.
Ecolodge che danno l’esempio
Strutture come l’Uakari Lodge, nella Riserva Mamirauá a Tefé, e il Cristalino Lodge, ad Alta Floresta nel Mato Grosso, mostrano bene il ruolo degli ecolodge nell’ecoturismo. L’Uakari si trova in un ecosistema semi-allagato che rappresenta il 3% dell’Amazzonia e punta a proteggere la biodiversità locale sostenendo undici comunità locali.
Il lodge lavora con la sostenibilità al centro: energia solare, raccolta e stoccaggio dell’acqua piovana, trattamento dei reflui con microrganismi al posto dei prodotti chimici. Perfino le tegole sono fatte con bottiglie di plastica riciclate.

Agli ospiti si chiede di ridurre i consumi di energia e tutti i rifiuti vengono trattati prima di tornare al fiume. Con il suo modello di turismo comunitario, l’Uakari offre lavoro e formazione alle persone del posto, in modo che l’attività del lodge abbia un impatto minimo sull’ambiente.
Il Cristalino Lodge, invece, è un ecolodge inserito in una delle più grandi riserve private dell’Amazzonia e protegge oltre 11.000 ettari di foresta, un’area quasi doppia rispetto all’isola di Manhattan. Questa superficie resta intatta, ricca di biodiversità, e sostiene un lavoro di conservazione importante.

Il lodge adotta un’architettura sostenibile che rispetta la natura, con sistemi di trattamento dei reflui e delle acque di scarico, riscaldamento solare dell’acqua, energia solare e riciclo: protocolli pensati tutti per ridurre al minimo l’impatto delle sue attività. Limitando il numero di ospiti per guida in ogni escursione, il Cristalino garantisce un’esperienza a basso impatto.

Chi soggiorna nei due lodge dell’Amazzonia parte per trekking ed escursioni guidate e tocca con mano quanto sono complessi gli ecosistemi amazzonici.
L’Uakari Lodge è un rifugio per specie uniche come l’uakari dalla faccia bianca, mentre il Cristalino Lodge sostiene ricerche che hanno documentato oltre 1.356 specie vegetali diverse, sei delle quali prima sconosciute alla scienza.
Promuovendo un turismo a basso impatto, Uakari e Cristalino contribuiscono a conservare la foresta e a garantire un reddito stabile alle comunità locali.
Impatto economico e globale del turismo sostenibile in Amazzonia
Il confronto economico fra turismo sostenibile e sfruttamento privato dell’Amazzonia dice molto sul peso dei viaggi a basso impatto. Secondo la Banca Mondiale, il turismo sostenibile in Amazzonia vale circa 2,3 miliardi di dollari all’anno.
Anche se si tratta solo di circa il 5% dei 45 miliardi di dollari generati dallo sfruttamento privato della foresta fra agricoltura, taglio del legname ed estrazione mineraria, l’ecoturismo resta un alleato essenziale della conservazione.

Oltre al valore economico, il turismo sostenibile fa conoscere la crisi della deforestazione in Amazzonia e il suo effetto sul clima globale. Chi vede la distruzione con i propri occhi spesso torna a casa e sostiene progetti di conservazione nel proprio Paese.
L’ecoturismo contribuisce anche all’educazione ambientale e aiuta a capire meglio perché servono pratiche sostenibili in tutto il mondo.

Con i tour a basso impatto che contribuiscono sempre di più alla tutela e al ripristino della natura, l’ecoturismo può cambiare il modo in cui il mondo guarda alla deforestazione. Chi viaggia sostiene questo lavoro e si crea una situazione in cui tutti ci guadagnano: il turismo finanzia la conservazione delle risorse naturali dell’Amazzonia.
Un invito ad agire
Mentre la deforestazione continua a minacciare uno degli ecosistemi più importanti del pianeta, il turismo sostenibile indica una strada. Spostando gli incentivi economici e aumentando la consapevolezza globale è possibile ridurre la pressione sull’Amazzonia e proteggere la sua biodiversità per le generazioni future.
In PlanetaEXO crediamo che ogni viaggiatore possa fare la differenza. I nostri eco-tour propongono esperienze di turismo autentico e responsabile, che portano un beneficio all’ambiente e alle comunità che vivono della foresta. Scegliendo il turismo sostenibile, possiamo far parte tutti della soluzione.
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