Oltre le montagne del Nepal: un viaggio di connessione tra madre e figlio
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Oltre le montagne del Nepal: un viaggio di connessione tra madre e figlio

8 maggio 2026

Come una spedizione sull’Himalaya ha rafforzato il legame tra Mila e Lorenzo Ricetti

Si dice spesso che la maternità sia un viaggio. Per Mila Ricetti (56 anni) e suo figlio Lorenzo (24) è diventata una spedizione vera e propria, tra i paesaggi ruvidi del Nepal, lungo il trekking del Mardi Himal nella regione dell’Annapurna: un percorso che invita a un’introspezione profonda davanti alla grandezza dell’Himalaya.

Mila Ricetti e suo figlio Lorenzo sorridono seduti insieme davanti a un antico tempio di mattoni durante la loro spedizione di ecoturismo in Nepal.
Photo: CJ

Mila aveva già in programma un ritiro di yoga. Per festeggiare la laurea in giurisprudenza di Lorenzo e il nuovo capitolo che si apriva per lui, hanno modificato il calendario per aggiungere il trekking. Con il supporto di PlanetaEXO nell’organizzazione della logistica, madre e figlio hanno scambiato la classica festa di laurea con il silenzio dell’alta quota.

Mila Ricetti e Lorenzo praticano yoga e meditano con un gruppo su una terrazza soleggiata decorata con bandiere di preghiera durante un ritiro in Nepal.
Photo: CJ

Insieme, in una delle cornici più belle ed enigmatiche del mondo, sono riusciti a legare ancora di più.

La bellezza del cammino

In Nepal la spiritualità non sta solo nei templi: sta nel ritmo stesso della camminata e nelle viste che si aprono dalle cime dopo ore di salita.

«Ci siamo svegliati alle 3 del mattino per salire in montagna e guardare l’alba», ricorda Mila. «Non pensavo di farcela in tempo, ma sono andata al mio passo ed è andata bene. È stato bello e molto emozionante.»

Mila e Lorenzo con gli zaini da trekking sorridono mentre si preparano allo sforzo fisico del trekking del Mardi Himal, in Nepal.

Il cielo stellato che sembrava abbastanza vicino da toccarlo, il buio gelato, le cime innevate accese dalla luce dorata del sole: quel momento è diventato uno scambio pieno, di quelli che restano, in cui il silenzio tra un passo e l’altro diceva più di mille parole. Soprattutto in così buona compagnia.

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Una nuova dinamica sul sentiero

Viaggiare in Nepal richiede resistenza fisica e preparazione mentale. Per Mila e Lorenzo le difficoltà di un terreno duro hanno funzionato da catalizzatore.

Il viaggio ha segnato un passaggio netto dalle classiche “vacanze in famiglia” a un’esperienza condivisa tra due adulti. Il gesto semplice di camminare fianco a fianco per ore ha creato uno spazio sicuro per il dialogo e per osservarsi a vicenda.

Madre e figlio, Mila e Lorenzo, con abbigliamento invernale pesante si abbracciano davanti alle cime innevate dell'Himalaya dopo una salita di primo mattino.

«È stato bellissimo avere prima di tutto questa compagnia, aiutarci a vicenda e risolvere i problemi insieme. È stata una grande esperienza di maturazione per il nostro rapporto», racconta Lorenzo.

Per Mila l’ambiente immersivo ha offerto uno spazio ininterrotto per apprezzare il momento presente e, soprattutto, la presenza di Lorenzo sotto una luce nuova. «Era un’intimità con ciò che mi circondava, con me stessa e con mio figlio accanto. Tutto sembrava così perfetto: ero senza preoccupazioni e felicissima.»

Forza nella vulnerabilità e ispirazione reciproca

Affrontare la quota, il freddo e la stanchezza fisica ha richiesto un livello di fiducia che si forgia solo nelle avversità. Il sostegno reciproco è diventato vitale nel momento in cui hanno trovato forza nel lasciarsi lo spazio per fare i conti con i propri limiti: la limitazione cardiaca di Mila e la paura dell’altezza di Lorenzo nelle discese ripide.

Mila e Lorenzo camminano affiancati lungo una strada assolata in Nepal, con Lorenzo che indossa una maglietta con la scritta purify, meditate, realize.
Photo: CJ

«Ho capito che non c’era niente che potessi fare per cambiare la situazione, così mi sono concentrato solo su quello che potevo fare per venirne fuori. E poi lei è arrivata subito dopo», dice, ricordando che entrambi hanno vissuto la propria esperienza e che si sono incontrati a metà strada.

Vedere il figlio affrontare questi ostacoli ha cambiato la prospettiva di Mila. Non si trattava più di proteggerlo da ogni pericolo, ma di rispettare lo spazio dell’altro e di comportarsi da veri compagni.

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Un’eredità di ammirazione

Pensando alla Festa della Mamma e a cosa significhi condividere questo cammino, la storia di Mila e Lorenzo ricorda che il regalo più grande che si possa fare a un figlio è la presenza, insieme all’esempio. Il viaggio in Nepal ha radicato ancora di più un rapporto già affettuoso.

Mila e Lorenzo accanto a una statua del Buddha e ai cartelli del sentiero durante il loro trekking sostenibile in Nepal.

Per Lorenzo il viaggio è stato anche il momento di riconoscere le fondamenta che sua madre ha costruito negli anni, permettendogli di diventare l’uomo che è oggi. «Quello che ammiro di più è il modo in cui mi ha cresciuto. Il fatto che credesse in sé stessa è stato essenziale. Se non avesse fatto le scelte che ha fatto, nel modo in cui le ha fatte, probabilmente non saremmo dove siamo oggi.»

Alla fine il Nepal era solo lo scenario: la vera destinazione era il legame profondo e maturo tra madre e figlio.

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