A trekker walking the savanna trail toward Mount Roraima and the Kukenán tepui
Roraima

10 Consigli di viaggio per il Monte Roraima per preparare il trekking sul tepui

8 settembre 2026

Portatori, permessi, attrezzatura, documenti e clima del tepui di 2.810 metri al confine venezuelano: le scelte che decidono come va una spedizione di trekking sul Monte Roraima

Il Monte Roraima arriva a 2.810 metri nel punto in cui si toccano Venezuela, Brasile e Guyana. In cima ha un altopiano di arenaria da 33–50 km², che si è formato 1,8 miliardi di anni fa. Quando gli strati superiori sono stati erosi, 180 milioni di anni fa, è rimasto il tepui Roraima, con pareti verticali di 400–1.000 metri.

Da quella geologia dipende la logistica. Il Venezuela ne possiede l'85% (il 10% sta in Guyana, il 5% in Brasile) e tutti i trekking commerciali partono da Paraitepuy, il villaggio Pemón sul versante venezuelano. Il lato brasiliano ricade nel Parco Nazionale del Monte Roraima e nella Terra Indigena Raposa Serra do Sol: lì si sale solo in arrampicata tecnica sulla parete, con l'autorizzazione preventiva dell'ICMBio. Per questo un viaggio al Monte Roraima dal Brasile comincia con frontiere, permessi e guide, molto prima del primo passo sul sentiero.

PlanetaEXO, piattaforma di ecoturismo specializzata in tour sul Monte Roraima, ha raccolto 10 consigli di viaggio: portatori, permessi, attrezzatura, clima e documenti, ognuno con il dato che lo regge. Guarda qui sotto!

Trekking sul Monte Roraima: il bordo del plateau sommitale sopra un mare di nuvole, a destra la parete verticale del tepui
Photo: mariusz_prusaczyk

1. Ingaggia i portatori della comunità Pemón

Il primo dei consigli di viaggio per il Monte Roraima è ingaggiare dei portatori privati a Paratepuy, ancor prima di mettere piede sul sentiero.

Sull'itinerario di 10 giorni il trekking sul Monte Roraima copre circa 90 chilometri in totale, con tappe quotidiane fra i 6 e i 15 chilometri sull'altopiano. Quasi tutti gli operatori fissano a 15 chili il limite di bagaglio per ogni viaggiatore.

I portatori del Monte Roraima vengono dalle comunità Pemón, che vivono sulla terra attraversata dal sentiero. Ingaggiarli vuol dire sostenere direttamente il villaggio che gestisce l'accesso all'area: è esattamente questo il turismo comunitario.

Un portatore pemón con lo zaino carico sul sentiero nella savana verso il Monte Roraima, con i tepui Kukenán e Roraima sullo sfondo

2. Prenota il trekking sul Monte Roraima con un operatore che gestisce la frontiera

La via pratica passa dal Brasile. Da Boa Vista sono 220 km (circa 3 ore) sulla BR-174 fino a Pacaraima, l'unico valico stradale fra i due Paesi, e da lì si passa a Santa Elena de Uairén, in Venezuela. Il trekking parte da Paraitepuy, che si raggiunge con altri 100 km in 4×4 attraverso la Gran Sabana.

Il Venezuela chiede il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla a chi arriva dal Brasile o transita in un aeroporto brasiliano per più di 12 ore, mentre le regole sul visto cambiano da una nazionalità all'altra.

I passaporti britannico, canadese e australiano di solito non richiedono il visto per soggiorni sotto i 90 giorni, mentre i cittadini statunitensi richiedono un e-visa e pagano una tassa di 180 dollari, anche se il Dipartimento di Stato USA mantiene un avviso di livello 3, “Reconsider Travel”, per il territorio venezuelano.

Gli specialisti del trekking sul Monte Roraima non si limitano ad accompagnarti nelle formalità di frontiera e nella burocrazia che può saltare fuori: organizzano anche tutti i trasferimenti, e tu ci guadagni in comfort, tranquillità e sicurezza.

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Una guida PlanetaEXO indica il tepui Kukenán dalla savana lungo il cammino verso il Monte Roraima
Photo: Lucas Gobatti

3. Prepara lo zaino per una pioggia che arriva da ogni direzione

Sul Monte Roraima, quando andare lo decide l'acqua: cadono più di 1.500 millimetri di pioggia all'anno. Il clima nasce sull'altopiano, non nella valle, quindi le previsioni di Santa Elena ti dicono pochissimo. Detto questo, sul Monte Roraima il periodo migliore va da dicembre ad aprile: è la finestra più asciutta, anche se si parte tutto l'anno, e qui nessun mese è secco. Anche nella stagione buona, metti in conto sole al mattino, nuvole a metà giornata e acqua di notte.

Se ti stai informando sul trekking guidato al tepui, forse ti sei già imbattuto nella pioggia inversa del Monte Roraima: raffiche di vento che soffiano dal basso a circa 75 km/h afferrano l'acqua che sta cadendo e la rispediscono verso il cielo prima che tocchi terra.

Cosa portare al Monte Roraima per la pioggia? Una giacca impermeabile e un copri-zaino con sacche stagne per lo zaino, il sacco a pelo e l'elettronica: quando si dorme in tenda in mezzo al nulla, proteggere il materiale è decisivo. Aggiungi calzini di ricambio e un asciugamano in microfibra.

Due escursionisti attraversano la roccia bagnata del plateau del Monte Roraima nella nebbia fitta e sotto la pioggia

4. Allenati per La Rampa del Roraima, non per i chilometri

Il percorso del trekking sul Monte Roraima si divide in tappe ben distinte:

  • Da Paraitepuy al campo sul fiume Kukenán: 15 km in 4 o 5 ore.
  • Dal fiume Kukenán al campo base: 8 km e 750 metri di dislivello in salita.
  • Salita per La Rampa: 4,5 km in 4 o 5 ore lungo una cengia naturale nella parete, l'unica via non tecnica per raggiungere l'altopiano del Roraima.
  • Esplorazione dell'altopiano: distanze quotidiane fra 6 e 15 km.

La preparazione per il Monte Roraima, quindi, non riguarda i chilometri ma il saliscendi ripetuto, con il peso sulle spalle e la roccia bagnata sotto i piedi. Comincia a camminare in salita con lo zaino carico due mesi prima, aggiungi bici o corsa per il fondo aerobico e lavora su gambe e caviglie. I guadi e i tratti di massi scivolosi fanno più danni alle caviglie impreparate di quanti ne faccia la quota ai polmoni.

Salire sul Monte Roraima senza competenze tecniche si può: sulla via normale non ci sono corde, imbracature né passaggi di arrampicata. Con un po' di allenamento alle spalle, chi cammina con una certa regolarità arriva in fondo.

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Un escursionista con il copri-zaino antipioggia sale La Rampa, la cengia naturale che porta in cima al Monte Roraima
Photo: Lucas Gobatti

5. Scopri che cosa vive lassù prima di camminarci sopra

Il minuscolo rospo del Roraima (Oreophrynella quelchii) vive soltanto fra i 2.300 e i 2.800 metri di quota, su questa sommità e sul vicino Wei-Assipu-tepui, e non supera le dimensioni di un'unghia. Per vederlo serve una guida esperta, che sappia esattamente dove cercare.

La pianta carnivora Heliamphora nutans è stata la prima del suo genere a finire in un registro scientifico: la trovarono Robert e Richard Schomburgk sui pendii del Roraima, fra ottobre e novembre 1839. Fuori dal Roraima sopravvive solo su Kukenán, Yuruaní, Maringma e Wei Assipu: resta esclusiva di questo gruppo di tepui.

Le sommità dei tepui ospitano ecosistemi che non esistono altrove: secondo il WWF circa un terzo della loro flora è endemico. Sono isolate dalle terre basse da 70–90 milioni di anni, eppure uno studio del 2012 sulle raganelle di tepui diversi ha ricostruito un antenato comune di 5,3 milioni di anni fa: segno che le specie queste pareti le attraversano. Per proteggere questi habitat, cammina sempre sulla roccia nuda ed evita la vegetazione nativa.

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Il minuscolo rospo del Roraima (Oreophrynella quelchii) sulla punta di un dito, sul plateau sommitale
Photo: @cafred33

6. Porta attrezzatura tarata per 0°C

Cominci la settimana a circa 25°C nella savana e la chiudi dormendo a 5°C, con giornate in quota intorno ai 10°C e notti che scendono vicino agli 0°C ogni volta che piove. Sono 25 gradi di escursione da far stare in un bagaglio solo, a 5 gradi di latitudine nord. Ecco perché tanti viaggiatori arrivano vestiti troppo leggeri per quello che li aspetta.

L'attrezzatura per il Monte Roraima parte dal sacco a pelo tarato per 0°C, con sotto un materassino isolante. Aggiungi i bastoncini da trekking per la discesa, una frontale con pile di scorta e scarponi già rodati: il campeggio quassù non perdona un paio nuovo in una tappa da 15 chilometri.

Sul Monte Roraima il campeggio si fa in tenda, negli accampamenti prestabiliti lungo l'altopiano. Molti si trovano sotto sporgenze naturali di roccia, che riparano da vento e pioggia battente ma non isolano dall'umidità fredda che sale dal suolo di pietra.

Porta con te una borraccia e un purificatore: l'acqua delle pozze dell'altopiano scende limpida, e per diversi giorni non c'è nessun posto dove comprare qualcosa.

Il fascio di una lampada frontale sotto un cielo stellato, sul bordo del plateau del Monte Roraima di notte
Photo: @overlandtheamericas

7. Dividi il bagaglio in compartimenti stagni

Metti tutto in sacche stagne e tieni crema solare, snack e macchina fotografica a portata di mano, in una tasca esterna. Distribuisci bene il peso: il materiale pesante va appoggiato contro la schiena, così il carico si scarica sui fianchi e non sulle spalle.

Poi alleggerisci lo zaino. Ogni chilo inutile si fa sentire su La Rampa, ed è lì che i viaggiatori si pentono dei vestiti che non hanno mai indossato. Meglio pochi strati versatili da rimettere ogni giorno che tanti cambi diversi, anche perché al campo non c'è modo di asciugare niente.

Documenti e soldi viaggiano a parte, nella loro sacca stagna. Ti servono il passaporto con almeno sei mesi di validità, il certificato della febbre gialla e i contanti.

Un escursionista sul sentiero della Gran Sabana, con i tepui Kukenán e Roraima alle spalle

8. Metti in conto zero segnale e decidi adesso che cosa vuoi riportare a casa

Se vai in trekking sul Monte Roraima, tieni presente che sul tepui non c'è internet. Fra Paraitepuy e la discesa si resta offline per diversi giorni, quindi avvisa prima chi ti aspetta a casa: per un po' non sarai raggiungibile.

Senza connessione si smette di aggiornare e si comincia a registrare sul serio. Sull'altopiano vale la pena fissare la Valle dei Cristalli, il lago Gladys, il belvedere di La Ventana, il punto triplo che segna il confine, El Foso e Maverick Rock (la vetta, a 2.810 metri). Freddo e umidità scaricano le batterie in fretta: tieni i power bank nelle sacche stagne e le pile di scorta dentro il sacco a pelo durante la notte.

Un diario di carta sopravvive a condizioni che uccidono un telefono, e trattiene quello che le foto perdono. Pensa al tuo trekking come a un tassello di una comunità globale di esploratori: immagini, appunti e scambi con gli altri camminatori entrano nella storia che racconterai una volta tornato.

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La sagoma di un escursionista sul bordo della falesia del Monte Roraima al tramonto, sopra un mare di nuvole
Photo: @watchluke

9. Informati sulla storia e sulla cultura locale

“Tepui” in lingua Pemón significa “casa degli dèi”. Il nome “Roraima”, invece, nasce da roroi, blu-verde, e ma, grande. Per la cosmologia Pemón questo tavolato è il ceppo dell'albero mitico che conteneva tutti i frutti del mondo, finché Makunaima non lo abbatté: da lì arriva il nome della Spedizione Makunaima di 10 giorni di PlanetaEXO.

Il sentiero attraversa il territorio Pemón, sul versante venezuelano, e da lì vengono anche le guide e i portatori. Sul lato brasiliano vivono invece gli Ingarikó, dentro il Parco Nazionale del Monte Roraima e la Terra Indigena Raposa Serra do Sol: condividono la regione con Macuxi, Wapichana, Patamona e Taurepang.

Quel versante non fa parte del percorso turistico. Il parco è nato il 28 giugno 1989, copre 116.747 ettari ed è in gestione condivisa dal 2005 fra ICMBio (l'istituto per la conservazione della biodiversità Chico Mendes), FUNAI (la fondazione nazionale dei popoli indigeni) e gli Ingarikó.

La prima salita documentata porta la data del 18 dicembre 1884: la firmarono Everard im Thurn e Harry Perkins, accompagnati da guide locali che con ogni probabilità erano arrivate lassù molto prima. Conoscere questa storia cambia lo sguardo sull'altopiano e rende molto più interessanti le conversazioni lungo il sentiero.

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La parete del tepui Kukenán sopra la savana verde, con un ruscello in primo piano
Photo: @alecio_Cezar

10. Lascia margine nel programma

Per quanto tu pianifichi, su questo itinerario tre cose restano fuori dal tuo controllo: il clima del Monte Roraima, la frontiera e il passo della persona più lenta del gruppo.

Sul Monte Roraima, quanti giorni resti decide quanto dell'altopiano riesci a vedere. Il percorso di 8 giorni prevede tre notti lassù, con le Jacuzzi, La Ventana e Maverick Rock. Quello di 10 giorni aggiunge due notti, il punto triplo, il lago Gladys e una sosta in una comunità indigena. L'opzione da 12 giorni allunga ancora l'itinerario. L'impegno quotidiano è identico: cambia solo il tempo che passi sopra i 2.700 metri.

Anche con una preparazione impeccabile, lassù le condizioni cambiano in fretta: un accampamento allagato, una nuvola che copre il panorama proprio quando arrivi, i ripari migliori già occupati dai gruppi partiti prima. Tenere un margine nel programma trasforma questi imprevisti in ricordi.

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Il plateau sommitale del Monte Roraima visto dall'alto, circondato dalle nuvole, con cascate che precipitano dalle pareti

Consigli di viaggio per il Monte Roraima: organizza la tua spedizione con PlanetaEXO

Ora che hai in mano questi consigli di viaggio sul Monte Roraima, per un trekking senza sorprese resta solo da fissare le date.

PlanetaEXO è una piattaforma di ecoturismo specializzata in tour di hiking e trekking in Brasile. Questo itinerario parte da Boa Vista con guide Pemón e partner locali che si occupano del valico, dei permessi e dei campi: a te resta solo da goderti la traversata. Contattaci ora!